Terminologie per nuove infezioni virali
La definizione di virus informatico recita:
un virus informatico è un programma parassita, scritto intenzionalmente per
alterare il normale funzionamento del computer senza la consapevolezza da parte
dell'utente. Un virus aggiunge copie di se stesso ai file del sistema infettato
e, quando si attiva, può sia danneggiare i file che causare un comportamento
imprevedibile del sistema o visualizzare messaggi.
Con gli anni sono nate nuove categorie di virus informatici e programmi dannosi,
vediamo di seguito quali esse siano.
I virus macro
Oltre ai virus storici che infettano in prevalenza file eseguibili, con
l'evoluzione dei programmi di office automation (come Word, Excel in
particolare) che hanno messo a disposizione strumenti di programmazione semplici
ed intuitivi come le macro (programmi semplici che consentono di eseguire
operazioni ripetitive in un documento o calcoli in un foglio elettronico),
abbiamo assistito all'evoluzione di una nuova categoria di virus informatici: i
virus macro.
I virus di macro sono programmi macro pericolosi progettati per riprodursi da
un file all'altro e possono distruggere o alterare i dati. I virus di macro
possono venire trasferiti su più piattaforme e si diffondono ogni volta che
viene aperto un file infetto.
I programmi "cavallo di Troia"
Una categoria di programmi strettamente collegata al concetto di sicurezza
informatica è quella dei programmi cavallo di Troia che apparentemente sono
programmi utili o di intrattenimento, quindi questo invoglia gli utenti ad
utilizzarli. Il programma, però, ha uno scopo non dichiarato che potrebbe
essere quello di danneggiare i file o di inserire un virus nel computer.
I programmi cavallo di Troia non sono virus perché non hanno la caratteristica
di riprodursi e, di conseguenza, non si diffondono come i virus, ma hanno la
capacità di danneggiare il nostro sistema.
I worm
I worm sono programmi che si riproducono senza infettare altri programmi. Alcuni
worm cercano specifici tipi di file sul disco del nostro sistema e tentano di
danneggiare o distruggere tali file o si riproducono nella memoria ram, creando
numerose copie di se stessi con il risultato di rallentare così il nostro
sistema. Con la diffusione di internet i worm hanno avuto una diffusione
impressionante tramite email, il loro nuovo scopo è stato spesso cercare di
attivare una connessione telefonica a numeri con alti costi al minuto e nello
stesso tempo mandare copie di se stessi a tutti gli indirizzi di email nella
rubrica del nostro pc.
Modalità di diffusione dei virus
I virus informatici si attivano in diverse modalità, alcuni iniziano ad operare
quando viene avviato un programma od un documento infetto (nel caso dei virus
macro), in questo caso sono attivi in memoria e iniziano la loro attività di
riproduzione, di disturbo o di danneggiamento del sistema.
In altri casi, come i worm, essi si attivano all'accensione del sistema ed con
l'avvio del sistema operativo iniziano la loro azione.
Con l'utilizzo sempre più frequente di programmi che sfruttano internet come
Internet Explorer e Outlook Express il metodo preferito di diffusione da parte
dei virus sono gli Script.
Uno script è un programma creato con un linguaggio come Visual Basic Script o
JavaScript e serve essenzialmente per far compiere delle azioni all'interno di
pagine WEB.
Uno script può essere creato con lo scopo di eseguire attività dannose quando
viene avviato. È possibile ricevere inconsapevolmente uno script dannoso
aprendo un documento o un allegato di e-mail infetto, visualizzando un messaggio
di e-mail HTML infetto o anche visitando un sito Web infetto. Da qui la grande
diffusione dei virus negli ultimi anni.
Gli antivirus moderni mettono a disposizione una tecnologia di blocco degli
script che protegge dagli script contenenti istruzioni pericolo
Wireless Audio/Video Transmitter
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Un device
incredibile per trasmettere audio e video digitale in tutta la casa! Test
di copertura
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Password addio, arriva l'impronta digitale
Dopo tutto il gran parlare di password, di
come recuperarle e crearle che abbiamo fatto nei numeri scorsi, arriva in questi
giorni una notizia che, in un futuro non molto lontano, potrebbe rivoluzionare
completamente i sistemi di sicurezza dei PC. Già ad oggi sono in funzione negli
aeroporti ad esempio, consegni elettronici che utilizzano la rete come chiave di
accesso ai sistemi, ma si tratta di apparecchiature molto evolute e costose, che
per questa ragione vengono applicate solo in strutture in cui è necessario
garantire la massima sicurezza.
Presto, però, anche noi, sul nostro computer di casa,
potremo evitare di fornire user name e password: Ibm ha infatti messo a punto
uno scanner da collegare alla tastiera in grado di leggere le impronte digitali.
Si tratta di un'apparecchiatura di piccole dimensioni, oltre che rapida e fac
ile da usare. Insomma, con ogni probabilità tra non molto potremo fare a meno
di ricordare a memoria codici complicati: basterà un dito per avere accesso a
tutti i nostri documenti!
Upgrade tra Socket differenti: la
soluzione Asrock
Asrock, produttore taiwanese di schede madri dipendente dal colosso Asustek, ha ufficialmente presentato due innovative schede madri per processori AMD, dotate di possibilità di espansione ed aggiornamento realmente fuori dal comune. La prima scheda è il modello K7Upgrade-880, soluzione Socket A per processori AMD Athlon XP basata su chipset VIA KT880; grazie ad una scheda di espansione supplementare, questa scheda madre accetta l'utilizzo di processori AMD Athlon 64 su Socket 754, in abbinamento al chipset VIA K8T800.


Come si nota chiaramente dall'immagine, la scheda di espansione integra il north bridge del chipset VIA K8T800, il Socket per il processore, 2 Slot memoria DDR400 e una circuiteria di alimentazione supplementare con un connettore ATX a 4 pin.
La seconda scheda madre presentata da Asrock è il modello K8Upgrade-760GX: si tratta di una piattaforma Socket 754 per processori AMD Athlon 64 basata su chipset SiS 760GX, espandibile a Socket 939 sempre utilizzando una scheda supplementare montata verticamente alla scheda madre per messo di un connettore proprietario.


Anche in questo caso la scheda di espansione integra il Socket 939, la circutieria di alimentazione e 4 Slot memoria per configurazioni Dual DDR400.
Non è dato sapere se e quando queste soluzioni verranno commercializzate nel mercato europeo, in particolare quello italiano. Mancano inoltre dettagli sul tipo di bus di interconnessione utilizzato tra scheda madre e scheda supplementare, anche se è possibile che sia stato implementato un canale Hypertransport apposito così da garantire la necessaria bandwidth.
Una soluzione di questo tipo, benché estremamente flessibile, implica un design delle schede molto complesso, con costi necessariamente non bassi e la possibilità di avere latenze di accesso supplementari. Dal nostro punto di vista, un bell'esercizio tecnologico ma non un prodotto che abbia grande valenza sul mercato, sempre che funzioni correttamente.
I
risultati di una grande ricerca condotta
in cinque paesi europei dall'associazione editori
Il popolo dell'informazione
preferisce internet
Dalle 9 alle 18 grande interesse per le news
Ma anche da casa le preferenze sono le stesse
ROMA - Divoratori di notizie, pronti a
rinunciare alla chiacchiera coi colleghi o alla telefonata di famiglia.
Digitatori frenetici sui siti dei giornali, animati da una fedeltà che non si
sgretola nel tempo. Ben disposti perfino verso la pubblicità on line, bestia
nera invece dei navigatori più hi-tech. La loro stella sorge alle 9 e
tramonta alle 18, la fascia oraria nella quale internet diventa il mezzo di
comunicazione di massa più usato. Sono gli europei che usano internet dal
luogo di lavoro, o almeno, i cittadini di cinque paesi chiave dell'Europa -
Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Spagna. Quelli che hanno risposto a
un questionario lanciato dall'associazione degli editori on line.
Il "navigatore da ufficio" è un protagonista sconosciuto della
rete. Tutti gli studi e i metodi di rilevamento del traffico si sono sempre
scontrati con le tecnicalità e i divieti che rendono impossibile sapere cosa
combina l'utente mentre è al lavoro - le aziende non aprono certo le loro
strutture aziendali ai software di rilevazione prodotti da terze parti. Eppure
è lì, in ufficio, che tutti ci trasformiamo in "net potatoes", è
lì che ci sfamiamo di notizie (con ripetitività frenetica nel caso di eventi
gravi), proprio come in auto abbiamo ascoltato la radio o la sera vogliamo
rilassarci con la tv. Dalle nove alle diciotto siamo il popolo
dell'informazione. E si vede dai risultati dell'indagine che sarà pubblicata
fra qualche giorno sul sito di OPA - Europe (www. opa-europe. org),
l'associazione degli editori di siti di informazione.
Prima di installare il Service Pack 2 di Windows XP è meglio eliminare eventuali software spyware già presenti sul computer, poiché questi potrebbero bloccare l’installazione del pacchetto di aggiornamento. E’ quanto ha comunicato Microsoft nei giorni scorsi attraverso il proprio sito web.
Gli spyware sono dei software compresi in alcuni programmi scaricati dalla Rete e, una volta installati, spiano l’azione degli utenti del computer sui quali agiscono, principalmente al fine di inoltrare messaggi pubblicitari mirati. Tali software possono essere individuati ed eliminati facendo ricorso ad appositi programmi, come Ad-Aware di Lavasoft.
Microsoft suggerisce di eseguire il backup dei propri dati e di ripulire il computer dagli spyware prima di attivare la funzione di aggiornamento automatico di Windows XP, che consente di scaricare automaticamente il Service Pack 2.
Roadmap processori Intel: molte novità nel 2005
Intel rilascerà 4 nuove versioni di processore Pentium 4 a partire dal primo trimestre 2004. Le nuove cpu verranno indicate con il processor number serie 6xx, per la prima volta adotatto da Intel. Rispetto alle precedenti versioni di processore Pentium 4 Prescott, le nuove cpu integreranno un quantitativo di cache L2 pari a 2 Mbytes, il doppio rispetto a quello di 1 Mbyte presente nelle cpu Prescott attualmente in commercio.
Oltre alla cache raddoppiata, le nuove cpu integreranno la tecnologia EIST, Enhanced Speed Step Technology, che permetterà di ottenere una migliore gestione dinamica del consumo del processore, caratteristica da sempre problematica per le cpu basate su Core Prescott.
Queste le caratteristiche delle nuove cpu della famiglia 6xx:
| Processore | Clock | Cache | Bus |
| Pentium 4 670 | 3,8 Ghz | 2 Mbytes | 800 Mhz |
| Pentium 4 660 | 3,6 Ghz | 2 Mbytes | 800 Mhz |
| Pentium 4 650 | 3,4 Ghz | 2 Mbytes | 800 Mhz |
| Pentium 4 640 | 3,2 Ghz | 2 Mbytes | 800 Mhz |
A questi processori Intel affiancherà il modello Pentium 4 580J, dotato di frequenza di clock di 4 Ghz in abbinamento al tradizionale Core Prescott con 1 Mbyte di cache L2; il debutto è previsto per il primo trimestre 2005. Questo processore succederà alla versione 570J, presentata nel corso del quarto trimestre 2004, con frequenza di clock di 3,8 Ghz e Core Prescott a 1 Mbyte di cache L2.
I nuovi processori continueranno ad utilizzare bus Quad Pumped a 800 Mhz di clock, lo stesso delle attuali versioni di processore Pentium 4, mentre per il bus Quad Pumped a 1.066 MHz di clock bisognerà aspettare le cpu Pentium 4 Extreme Edition.
La prima nuova versione di processore Pentium 4 EE è attesa per il mese di Novembre: avrà frequenza di clock di 3,46 Ghz, in abbinamento a cache L2 da 1 Mbyte e bus Quad Pumped a 1,066 Ghz. Per questo nuovo processore Intel introdurrà il chipset 925XE Alderwood, versione modificata del modello 925X attualmente in commercio dal quale si differenzia per il supporto ufficiale al bus a 1,066 Ghz e alla memoria DDR2-667.
Per la fine dell'anno Intel dovrebbe introdurre una nuova versione di cpu Pentium 4 Extreme Edition, con clock di 3,73 Ghz e cache L2 aumentata a 2 Mbytes. Il bus di sistema resterà quello a 1,066 Ghz introdotto nel mese precedente.
Le novità non mancano anche per le soluzioni entry level di Intel, quelle con processori Celeron D. Per il primo trimestre 2004 Intel prevede d'introdurre la cpu Celeron D 350, con frequenza di clock di 3,2 Ghz. Questa cpu integrerà cache L2 di 256 Kbytes in abbinamento a bus Quad Pumped a 533 Mhz, mantenendo le stesse caratteristiche tecniche delle soluzioni Celeron D attualmente in commercio. Nel mese di Novembre 2004 Intel lancerà anche il processore Celeron D 345, versione
Maxtor Corporation ha deciso di estendere la garanzia dei propri hard disk destinati al mercato consumer da uno a tre anni, similmente a quanto già intrapreso da Seagate Technology che recentemente ha deciso di estendere a cinque anni la garanzia dei propri prodotti.
Secondo quanto riportato da fonti vicine alla compagnia, Maxtor darà l'annuncio ufficiale entro la prima settimana di settembe.
Virtualmente tutti i produttori di hard disk hanno ridotto la garanzia degli Hard Disc per personal computer da tre a un anno fin dal 2002. La maggior parte degli HD destinati al settore consumer commercializzati oggi sono provvisti di garanzia limitata ad un anno, cosa che fa storcere il naso alla maggior parte degli utenti.
I produttori si sono giustificati dicendo che un drive difettoso avrebbe in ogni caso manifestato i propri malfunzionamenti nel primo anno di utilizzo. Parallelamente la riduzione della garanzia ha permesso di ridurre i costi per il supporto, con diretta conseguenza sul prezzo dei dischi.
Con già due compagnie che hanno effettuato questa mossa ci si aspetta che presto anche gli altri maggiori protagonisti della scena annunceranno iniziative simili.
Microsoft ha reso disponibile sul proprio sito web il Service Pack 2 per Windows XP in lingua italiana. Il file con l'aggiornamento ha una dimensione di circa 260 MB ed è dedicata ai professionisti IT e agli sviluppatori.
Microsoft consiglia all'utenza domestica di non installare la versione rilasciata oggi, ma di attendere che sia resa disponibile una versione interattiva, che sarà distribuita attraverso Windows Update entro la metà di settembre. Tale versione consentirà di scaricare solo i file realmente necessari per i singoli sistemi e permetterà l'aggiornamento anche a quanti non dispongono di connessioni a banda larga. In alternativa, dal 14 settembre sarà possibile ordinare sul sito di Microsoft un CD-ROM con il Service Pack 2.
Tra le modifiche più significative introdotte dall'aggiornamento un nuovo Firewall, destinato a sostituire quello attualmente presente su Windows XP, e un sistema di blocco dei pop-up in Internet Explorer.
Service Pack 2
E' ormai da mesi che gli utenti dell'ultimo Windows attendono, sognano, desiderano poter installare l'ultima Service Pack di Microsoft, di cui si sente parlare come la cura definitiva ai mali di Windows. Ma quali sono le caratteristiche e le nuove funzionalità di cui potremo usufruire?
Fondamentalmente, il Service Pack 2 nasce dall'iniziativa Trustworthy Computing ovvero come risposta all'esigenza di contrastare il sempre maggior numero di worm, virus e altre minacce alla sicurezza di Windows XP. In pratica, ciò si traduce con il miglioramento della sicurezza globale dei pc, con particolare attenzione a 4 aree fondamentali quali la memoria, la rete, la posta elettronica e la navigazione web.
Per quanto riguarda la rete, durante l'aggiornamento al SP2 viene installato di default l'internet connection firewall (ICF) notevolmente migliorato nelle prestazioni, nell'integrazione con Active Directory e nella compatibilità. Inoltre è stata ridotta l'area di esposizione agli attacchi del servizio RPC (Remote Procedure Call), e limitata la possibilità di eseguire oggetti RPC con credenziali ridotte. Per la cronaca alcuni bug dell'RPC hanno permesso la realizzazione di Blaster ("il sistema verrà riavviato tra 60 secondi... 59...58..." vi ricorda qualcosa?)
Microsoft, ha inoltre migliorato la protezione contro i potenziali rischi derivanti dallo sfruttamento del Buffer Overrun, ricompilando il codice e fornendo supporto alle istruzioni NX (no Execute) che vengono applicate a livello Hardware dai processori allo scopo di creare aree di lavoro separate per dati e applicazioni. Sul fronte della posta elettronica sono stati apportati miglioramenti ad Outlook Express e alla gestione degli allegati potenzialmente pericolosi provenienti anche da Windows Messenger.
Per quanto riguarda la navigazione uno dei miglioramenti apportati comprende il blocco della zona Computer Locale in modo da impedire l'esecuzione di script dannosi e offrire la massima protezione contro eventuali download pericolosi dal Web. Sono stati ottimizzati i controlli utente che consentono di impedire l'esecuzione di spyware e controlli ActiveX® sui sistemi non autorizzati e senza il consenso dell'utente.
Sempre a riguardo della sicurezza, da notare il miglioramento nella gestione degli aggiornamenti automatici, così da prevenire eventuali minacce che sfruttino falle di sicurezza e bug pubblicati da mesi sul sito Microsoft.
200 DVD in un solo disco olografico
I
dischi olografici da 1 TB di Optware possono essere letti ad una velocità di 1
GB per secondo, circa quaranta volte superiore a quella dei lettori DVD più
veloci. Uno dei vantaggi offerti dalle tecnologie olografiche è proprio quello
di fornire elevate velocità di accesso ai dati e transfer rate, velocità che
nel caso dei dischi simil-DVD è però condizionata dai limiti meccanici delle
unità di lettura.----------------------------------------------
Il DVD CD corre verso il mercato
I dischi ottici metà CD e metà DVD sono pronti a sbarcare sul mercato entro la fine dell'anno. Lo ha annunciato un consorzio che comprende etichette del calibro di EMI Music, Sony BMG Music Entertainment, Universal Music Group e Warner Music Group, colossi già pronti per proporre al grande pubblico i primi album a doppio formato
I DualDisc sono
caratterizzati da una tecnologia che, di fatto, fonde in un unico disco a due
facce un CD e un DVD: entrambi i lati possono contenere sia tracce audio che
tracce dati. Ciò che rende i DualDisc particolarmente appetibili per
l'industria della musica è la possibilità di continuare a distribuire la
musica nel classico e diffusissimo formato CD Audio e, nello stesso tempo,
spingere sul mercato formati audio di qualità più elevata che sfruttino la
maggiore capienza del lato DVD.
I DualDisc conterranno, oltre a due differenti versioni dello stesso album (CD
Audio e DVD Audio), anche alcune tracce dati con video, interviste, gallerie di
foto, testo delle canzoni, link a pagine Web ed altri contenuti.
"Combinando in un singolo disco video, suono surround e connettività Web
possiamo consentire ai nostri artisti di esprimere al meglio la propria
creatività e, nel contempo, dare ai consumatori un prodotto di valore più
elevato", ha commentato Andrew Lack, CEO di Sony BMG. "Siamo convinti
che questa nuova iniziativa potrà rivitalizzare il tradizionale mercato della
musica al dettaglio".
Il consorzio DualDisc sostiene che i test di mercato condotti negli scorsi mesi
hanno ricevuto una risposta molto positiva da parte dei consumatori. La
caratteristica più apprezzata è, come si può facilmente immaginare, la
compatibilità dei DualDisc con qualsiasi tipo di drive capace di leggere i CD
e/o i DVD. Naturalmente la musica in formato DVD potrà essere riprodotta solo
con un lettore che supporti i DVD Audio.
All'inizio di
agosto da The Register, una società tedesca ha reclamato la paternità
della tecnologia alla base dei DualDisc, tecnologia apparentemente già protetta
da un brevetto registrato in Europa, e in attesa di approvazione in USA, con il
nome di DVD Plus. A quanto pare, tuttavia, tale rivendicazione non ha avuto
alcun effetto sui piani delle major relativi alla commercializzazione dei
DualDisc.
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Arriva Windows XP per i poveri
Mentre nelle calde ore agostane si scarica insistentemente il service pack 2, a ottobre Microsoft farà uscire una versione economica di Windows XP per i Paesi in via di sviluppo, per combattere l'avanzata di Linux.
Si prevede anche la commercializzazione in altri Paesi, a un prezzo che ancora non è stato reso noto.
L'edizione "economica" di XP avrà meno opzioni di rete e una grafica più modesta. E' chiaramente un tentativo di Microsoft di frenare l'avanzata di Linux, sistema operativo open source e soprattutto gratuito: forse proprio per questo motivo è molto diffuso nei Paesi in via di sviluppo.
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Ritrova il cellulare rubato con l'Imei
Il blocco del cellulare, tramite codice Imei, inizia a dare i primi risultati: grazie ad esso si è riusciti a risalire al ladro del cellullare di una studentessa di Parma.
Per chi non lo sapesse, ogni cellulare possiede un codice di 15 cifre chiamato Imei (International equipment identity number) che, in genere, si trova sotto la batteria del cellulare.
Qualche giorno fa si è iniziata a rivelare la sua utilità. Una studentessa di Parma aveva avuto l'accortezza di segnarsi il codice Imei e, dopo aver smarrito il proprio cellulare, ha proceduto ad avvertire i carabinieri.
Dopo una indagine, si è riusciti a risalire al ladro (un 29enne) che, trovato in possesso del cellulare rubato, è stato prontamente denunciato. Il telefonino, ritrovato, è ritornato alla studentessa.
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NGI lancia in Italia il proprio servizio di telefonia via Internet.
E' possibile registrarsi gratuitamente sul loro sito e avere così un numero virtuale personale.
Non sono previsti costi di attivazione o canoni mensili ma se si vuole disporre della formula "Squillo Athome" che permette di utilizzare il proprio numero virtuale in qualsiasi parte del mondo bisogna pagare 5 euro al mese.
Squillo utilizza il protocollo SIP (Session Initiation Protocol) per le segnalazioni del traffico voce su IP. SIP è il protocollo che si sta velocemente affermando come uno dei più diffusi standard VoIP su scala mondiale.
Squillo consiglia l'installazione di un "Port Adapter", ossia un adattatore che permette di utilizzare qualsiasi apparato telefonico esistente: cordless, telefono (anche il Sirio di Telecom Italia) o FAX.
Questo "Port Adapter", che si può ordinare a Squillo e acquistare (80 euro), ed è compreso nella formula da 5 euro al mese, consente di convertire facilmente tutti i telefoni di casa in telefoni IP e di effettuare/ricevere chiamate anche col Pc spento (nel caso di collegamento a Internet tramite router).
Le tariffe sono abbastanza vantaggiose: per le urbane e le interurbane si paga 7,75 centesimi alla risposta e 1,19 centesimi al minuto, e anche le internazionali sono abbastanza favorevoli.
Non si paga nulla se si chiama un altro utente VoIP Squillo. Il dettaglio aggiornato delle chiamate è disponibile online. Il traffico si paga con carte prepagate che è possibile ricaricare online in diversi tagli.
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Intel: nuove CPU Pentium 4
Intel ha in programma d'introdurre
varie nuove versioni di processore Pentium 4 nei prossimi mesi,
introducendo alcune significative modifiche alla propria roadmap
ufficiale.
Intel continuerà la migrazione verso le nuove generazioni di processore
basate su processo produttivo a 0.09 micron con Core Prescott, ma offrirà
anche nuove versioni di processore Socket 775 LGA basate su processo a
0.13 micron.
Con questa tecnologia viene attualmente prodotto il processore Pentium 4
Extreme Edition, soluzione top della gamma per la famiglia Pentium 4
dotata di cache L2 integrata on board di 512 Kbytes, in abbinamento ad una
cache L3 da ben 2 Mbytes sempre integrata nel Die del processore. Al
momento attuale questo processore viene offerto con una frequenza di clock
massima di 3,4 GHz.
Le nuove versioni di processore per piattaforme Socket 478 che Intel
introdurrà nel corso dei prossimi mesi saranno quelle a 3,6 GHz, sia per
processore Pentium 4 Extreme Editon che per quella Pentium 4 Prescott.
Quest'ultima è al momento attuale già disponibile, ma solo per sistemi
Socket 775 LGA.
Verso la fine dell'anno Intel prevede anche di introdurre un processore
Pentium 4 3,8 GHz sempre per piattaforme Socket 478, così da allungare la
vita utile delle piattaforme Socket 478 basate sui chipset 865 Springdale
e 875 Canterwood.
Sempre per le schede madri Socket 478, Intel prevede di lanciare una cpu
Celeron D (Core a 0.09 micron e 256 Kbytes di cache L2 integrata on Die)
con frequenza di clock sino a 3,46 Ghz.
Per la piattaforma Socket 775 LGA, Intel prevede d'introdurre processori
Pentium 4 2,8 Ghz, 3 GHz e 3,2 Ghz basati su processo produttivo a 0.13
micron e dotati di 512 kbytes di cache L2, con Core Northwood. Quale top
della gamma, Intel proporrà processori Pentium 4 Extreme Edition a 3,2
GHz e 3,46 Ghz di clock, abbinati a bus Quad pumped a 1.066 Mhz con 2
Mbytes di cache L3. A questo verrà aggiunto anche il processore Pentium 4
3,8 Ghz, basato su Core Prescott a 0.09 micron di processo produttivo.
Non è dato, al momento attuale, sapere se questi nuovi processori
verranno forniti da Intel solo per il mercato degli OEM, o anche
distribuiti presso il canale retail.
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Pioneer Double Layer DVR-108
Pioneer presenta un nuovo
masterizzatore DVD, introducendo la possibilità di scrivere su supporti a
doppio strato, Double Layer.
Decisamente interessanti le caratteristiche del nuovo DVR-108, in quanto
le velocità massime raggiunte dall'unità in scrittura sono di 16X con
supporti DVD-R/DVD+R e 4X con supporti DVD DL (non viene specificato lo
stanrdard).
Il masterizzatore dispone della nuova tecnologia proprietaria “Precision
Recording Technology”, che include:
Smart Laser Driver, per evitare distorsioni del segnale tra la scheda
madre e il pick up del lettore.
Liquid Crystal Tilt / Compensatore di spessore, meccanismo che assicura
una scrittura precisa anche su dischi alterati e di spessore non uniforme.
Questi supporti potrebbero causare vibrazioni nel drive deteriorando la
qualità di registrazione.
Ultra Dynamic Resonance Absorber, tecnologia che viene utilizzata dal
masterizzatore per assorbire le vibrazioni e l’instabilità causate da
dischi non bilanciati, garantendo lettura e scrittura stabili.
Il masterizzatore sarà disponibile a partire dal mese di settembre ad un
prezzo ancora da definire.
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Service Pack 2 per WinXP
Dovrebbero ormai mancare non più di
due mesi al rilascio del Service Pack (SP) 2 per Windows XP in italiano.
Microsoft conta infatti di ultimare la fase di testing entro la fine di
agosto, con un possibile rilascio previsto fra la fine del mese più caldo
e l'inizio dell'autunno. A differenza dei suoi predecessori, l'SP2
per Windows XP non è una semplice collezione di patch, ma un corposo
aggiornamento a Windows che include un certo numero di nuove funzionalità
e componenti, la stragrande maggioranza dei quali relativi alla sicurezza.
L'SP2 è il risultato di quella nuova strategia messa in campo da
Microsoft con il varo dell'iniziativa Trustworthy Computing e, in modo
particolare, la risposta all'urgente necessità di porre un freno alla
diffusione di worm e altre minacce di sicurezza che ormai quotidianamente
insidiano i computer, server e desktop, su cui gira Windows.
Microsoft si è resa conto che andare a caccia di bug nel codice non
basta: come spiegato lo scorso anno da Steve Ballmer, è necessario
affrontare la questione più a monte, rendendo i computer maggiormente
resistenti agli attacchi, migliorando i processi di rilascio e gestione
delle patch e varando nuovi programmi di formazione a livello globale.
Sulla scia di quanto fatto per Windows Server 2003, il gigante di Redmond
ha così deciso di inoculare in Windows XP, attraverso l'SP2, quelle che
chiama "safety technologies", tecnologie il cui compito sarà
fondamentalmente quello di proteggere PC desktop e server dagli attacchi
che sfruttano le porte aperte e i buffer overrun e che si diffondono
attraverso e-mail e pagine Web.
Le nuove tecnologie e funzionalità incluse nell'SP2 promettono di ridurre
l’esposizione di Windows XP ai più comuni rischi di attacco migliorando
la sicurezza in quattro aree cruciali: la rete, la memoria, la posta
elettronica e la navigazione sul Web. Di seguito analizzeremo tali novità
basandoci sulla più recente release candidate dell'SP2, che in quanto a
caratteristiche può ormai considerarsi una versione quasi del tutto
definitiva. Prima, però, è bene spendere due parole sulle misure
antipirateria presenti in questo aggiornamento.
Similmente al primo service pack, al momento dell'installazione l'SP2
controlla la validità del Product ID (PID) (visibile cliccando con il
tasto destro su Risorse del computer -> Proprietà -> Registrato
a nome di:) e, nel caso questo appartenga alla “lista nera” di
Microsoft, si rifiuta di installarsi. È presto per fornire informazioni
più dettagliate, ma stando alle indiscrezioni pare che l'SP2 consideri
non validi tutti i PID che non contengono il gruppo di tre cifre
“640”. Ritorneremo sulla questione al momento dell'uscita della
versione finale dell'SP2.
Chi si aspettava che Microsoft avrebbe colto l’occasione del rilascio dell'SP2 per “svecchiare” Internet Explorer, e aggiungervi quelle funzionalità - come i tab – ormai presenti in tutti i browser in circolazione, resterà deluso.
Il gigante di Redmond si è infatti
limitato a rinnovare o a migliorare soltanto le funzionalità specifiche
per la sicurezza. Tra queste spicca quella del blocco dei pop-up,
abilitata di default. Il suo funzionamento è abbastanza intuitivo: ogni
volta che un sito Web prova ad aprire un pop-up non richiesto
dall’utente, nella parte alta della finestra di navigazione di Internet
Explorer appare una piccola striscia gialla (nella versione inglese è
chiamata Information Bar) che avvisa l’utente dell’accaduto. La prima
volta che un pop-up viene segnalato in un certo dominio, IE s'incarica di
avvisare l'utente anche attraverso un suono e una finestra di notifica. A
questo punto, cliccando sulla barra gialla, si potrà decidere se aprire
il pop-up o meno. L’utente potrà inoltre configurare questa funzionalità
per aprire automaticamente i pop-up di determinati siti, impostare un
avviso sonoro o nascondere la Information Bar.
La seconda novità di un certo rilievo introdotta con l'SP2 è la
disabilitazione dell’installazione automatica dei cosidetti
"Browser Help Object" (BHO): si tratta di una sorta di plug-in
che, sotto forma di DLL, consentono agli sviluppatori di personalizzare e
controllare il funzionamento di Internet Explorer. I BHO sono molto
utilizzati da portali e società di advertising per installare sui PC,
talvolta con mezzi poco leciti, toolbar di ricerca o altri moduli che
veicolano pubblicità o tracciano le abitudini dell'utente. Alcuni BHO
particolarmente aggressivi cambiano l'home page di IE e visualizzano ad
intervalli regolari finestre pop-up con pubblicità di vario genere,
talvolta anche porno.
Con le attuali versioni di Windows XP, l’utente può imbattersi in siti
web che, sfruttando una funzionalità nota come "drive by downloading",
sono in grado di infettare il suo sistema installando virus, worm o
spyware. L'SP2 fa in modo che, prima dell'installazione di un BHO,
l’utente venga avvisato con una finestra dei rischi che potrebbe correre
qualora decida di installare questo genere di add-in.
Dato che l'SP2 potrebbe essere applicato ad un sistema dove sono già
installati plug-in di questo tipo, Microsoft ha fornito un tool denominato
"Manage Add-ons" che permette di controllare i BHO
"agganciati" ad Explorer e di disabilitare quelli non
desiderati.
L'altra modifica di un certo rilievo apportata dall'SP2 a IE è costituita
da una funzione che impedisce la possibilità, da parte di uno script, di
cambiare le impostazioni della finestra di Internet Explorer. Oggi i siti
Web hanno la facoltà di aprire nuove finestre del browser prive della
barra di navigazione o di quella di stato, deciderne il posizionamento
sullo schermo e la dimensione. Con l'SP2 tutto ciò non sarà più
possibile poiché gli sviluppatori non avranno più la possibilità di
modificare il comportamento del browser attraverso script.
Complessivamente Microsoft ha svolto un buon lavoro nel rafforzare i
meccanismi per la sicurezza di Internet Explorer ma, secondo la nostra
opinione, avrebbe dovuto sfruttare questo periodo di restyling anche per
allineare il suo browser alle funzionalità offerte dagli ormai numerosi
concorrenti, per altro quasi tutti gratuiti, migliorarne il motore di
rendering e il supporto ai più recenti standard del W3C.
Forte dei buoni risultati ottenuti
con i meccanismi per la sicurezza introdotti in Outlook 2003, Microsoft ha
deciso di integrare delle funzionalità molto simili sia in Outlook
Express che in Windows Messenger. La prima conseguenza di questo
aggiornamento è data dal fatto che, dopo l'aggiornamento, le e-mail HTML
che contengono delle immagini o degli allegati ritenuti sospetti (ad
esempio quelli con estensione ".exe") vengono automaticamente
bloccate e isolate. In particolare, nel caso in cui che una e-mail
contenga delle immagini che richiedono l’accesso ad un sito Web,
all’utente verrà chiesto il permesso di caricarle oppure no. Purtroppo,
a differenza del meccanismo di IE che blocca i pop-up, Microsoft ha scelto
di non consentire la creazione di una lista di mittenti ritenuti
affidabili a causa della facilità con cui può essere falsificata
l’identità del mittente.
La versione di Outlook Express inclusa nell'SP2 integra poi una nuova API,
chiamata Attachment Execution Service (AES), che ha il compito di
controllare gli allegati delle e-mail. Si tratta di un servizio
indipendente, dunque eventualmente utilizzabile anche da altre
applicazioni, che ha il compito di determinare, in base a vari criteri,
quali allegati vanno considerati pericolosi. Il primo controllo svolto è
quello sull’estensione del file, successivamente viene verificato se
questa estensione e l’applicazione associata al tipo MIME sono coerenti.
Infine, AES valuta il grado di rischio derivante dall'apertura del file:
se l’attachment viene riconosciuto come completamente sicuro, come nel
caso di immagini e file di testo, questo verrà mostrato all’utente
senza ulteriori passaggi o notifiche; se invece viene considerato
insicuro, come nel caso di file eseguibili, il file verrà bloccato e
all’utente verrà notificato un avviso.
Nel caso in cui AES non sia in grado di valutare il grado di rischio di un
allegato, l'utente avrà come opzioni il salvataggio in locale,
l’apertura o la stampa del file: prima di consentire qualsiasi
operazione sul file a cui si sta per accedere, AES lancerà
automaticamente l’antivirus predefinito (sempre che ve ne sia installato
uno e che questo supporti le API di AES) richiedendo eventualmente
l’aggiornamento delle impronte virali.
Windows Firewall è una versione aggiornata e potenziata dell'Internet Connections Firewall (ICF) già integrato in Windows XP.
Quali siano i motivi che abbiano
spinto Microsoft a cambiare il nome di questa componente sono tuttora un
mistero, tuttavia le differenze tra le due versioni sono davvero
consistenti. Il primo, ICF, è un filtro che si limita a controllare il
traffico di rete esclusivamente su alcune porte d'ingresso predefinite o
che sono state selezionate dall'utente: quest'ultimo deve quindi conoscere
a priori quali sono le porte che devono restare aperte perché le sue
applicazioni possano interagire correttamente con il mondo esterno. In
particolare, ICF non prevede la possibilità, per l'utente, di definire
delle regole di accesso che tengano conto, oltre che delle porte, anche
delle singole applicazioni.
Con Windows Firewall questa importante limitazione non esiste più: il
traffico di rete può infatti essere controllato anche in base
all’applicazione: come offrono ormai da tempo tutti i personal firewall
per Windows, quando un'applicazione sconosciuta tenta di accedere alla
rete l'utente può permettere o negare (in modo temporaneo o definitivo)
l'azione.
Windows Firewall è in grado di controllare anche il traffico in uscita,
offre un'interfaccia molto più intuitiva e personalizzabile e fornisce
tutta una serie di opzioni e di meccanismi di sicurezza che lo rendono
paragonabile alle versioni freeware dei personal firewall per Windows più
diffusi sul mercato. La prima di queste funzionalità è la cosiddetta
"boot security", in grado di proteggere un PC anche in fase di
avvio e durante l'autenticazione al sistema. C'è da osservare che in
questo periodo di tempo il computer potrà comunque accedere ai servizi di
rete di base, come DHCP e DNS.
Qualora Windows XP faccia parte di un dominio, tramite le Group Policy gli
amministratori di rete avranno la possibilità di configurare Windows
Firewall da Active Directory.
Un’altra differenza tra Windows Firewall e ICF è che mentre in
quest’ultimo le politiche per la sicurezza erano esclusivamente locali,
e dunque riferite al singolo adattatore di rete installato su di un PC,
ora tali policy sono globali, per cui una modifica effettuata su di una
scheda di rete può essere estesa anche a tutte le altre.
Windows Firewall fornisce anche la possibilità di bloccare "al
volo" tutte le richieste di connessione provenienti dall’esterno
(anche quelle permesse).
A riconferma di come l'approccio di Microsoft alla sicurezza sia
drasticamente cambiato rispetto al 2001, anno di uscita di Windows XP, c'è
da notare come il nuovo firewall, a differenza del vecchio, venga ora
attivato di default. Microsoft ha optato per questa scelta osservando che
nel recente passato moltissimi attacchi avrebbero avuto una portata assai
meno ampia se ICF fosse stato abilitato in modo predefinito: Microsoft
sostiene che molti utenti, oggi, non sono neppure a conoscenza
dell'esistenza di ICF.
Nel caso in cui si desideri utilizzare un firewall alternativo a quello
integrato nell'SP2, Microsoft raccomanda di disattivare Windows Firewall:
questo sia per evitare conflitti fra i due applicativi, sia per non
penalizzare le performance di rete.
L'SP2 aggiorna anche quella
funzionalità, conosciuta come Aggiornamenti automatici, che serve per
ricevere le notifiche di nuovi aggiornamenti di Windows e, opzionalmente,
scaricarli automaticamente sul PC.
La prima novità è data dal fatto che al primo riavvio viene visualizzata
una schermata che chiede all'utente se abilitare "completamente"
la funzionalità. Se l’utente decide di abilitarla, ogni volta che
Microsoft rilascerà una patch critica per Windows XP, questa verrà
automaticamente scaricata utilizzando, come già succede oggi, la banda
non sfruttata.
Il nuovo Aggiornamenti automatici provvederà inoltre ad installare le
patch in modo automatico visualizzando un piccolo scudetto giallo nella
system tray: questo indicherà all'utente lo stato di avanzamento del
download e dell'installazione delle fix, avvisandolo inoltre
dell'eventuale necessità di riavviare la macchina al termine della
procedura d'installazione.
Vi è da osservare che nel caso in cui l'utente decida di non abilitare
questa funzionalità in modo completo, non appena accede al desktop di
Windows, e ad intervalli regolari, gli verrà notificato un messaggio che
lo avvisa del fatto che il suo PC potrebbe essere a rischio. È
auspicabile che questo comportamento venga modificato nella versione
finale dell'SP2: per un utente esperto o un amministratore di sistema,
infatti, questo comportamento potrebbe risultare, alla lunga, inutile e
tedioso. L’unico modo per disabilitare questi avvisi è quello di
arrestare il servizio di sistema denominato "Security Center",
il manager della sicurezza di Windows XP SP2.
Sul fronte delle novità trasparenti all’utente finale c’è osservare
che Microsoft ha drasticamente ridotto la dimensione delle patch critiche
grazie all’impiego di una nuova tecnologia per la compressione e di una
chiamata "delta" che servirà per scaricare solo i file
effettivamente necessari.
Infine, Microsoft ha introdotto una funzionalità, chiamata "install
on shutdown", che si preoccuperà di installare automaticamente,
prima dello spegnimento del sistema, quegli aggiornamenti critici di cui
l'utente, per qualsivoglia motivo, abbia sospeso l'installazione: in
questo modo, quando la macchina verrà riaccesa, il sistema sarà
aggiornato.
Per semplificare la gestione dei meccanismi per la sicurezza vecchi e nuovi, Microsoft ha introdotto uno strumento, chiamato Security Center, da cui è possibile controllare, in modo centralizzato, le impostazioni e le informazioni relative al firewall e all’antivirus predefiniti e alla funzione Aggiornamenti automatici.
Non appena il sistema rileva che una
di quelle tre componenti è disabilitata oppure non è disponibile, viene
visualizzata una finestra di avviso e un wizard che consente all'utente di
provare a risolvere la situazione.
Security Center è uno dei componenti più problematici dell'SP2 e, a
detta di alcuni beta tester, il primo responsabile dei recenti ritardi
nella fase di testing del nuovo service pack. Ciò che rende tale tool così
complesso è la necessità di riconoscere e gestire un grande numero di
prodotti per la sicurezza di terze parti.
Se nel sistema è presente un antivirus che non viene riconosciuto,
l’utente dovrà istruire il Security Center affinché ne lasci il
controllo all’operatore umano: questa opzione può anche essere
utilizzata nel caso in cui non si possieda un antivirus e non si vogliano
più ricevere i messaggi di avviso.
Può anche verificarsi che il sistema riconosca la presenza
dell’antivirus ma non sia in grado di controllarne il corretto
funzionamento. Anche in questo caso potrà essere abilitata l’opzione di
cui abbiamo parlato prima. Analoghe situazioni si possono verificare
qual’ora sia installato un firewall che non viene visto o che non è
correttamente riconosciuto dal sistema. La differenza è che in questo
caso, se l’utente non dispone di un proprio firewall, può abilitare
Windows Firewall.
Sempre dal Security Center è possibile accedere direttamente alle opzioni
di sicurezza relative a Internet Explorer, Outlook Express e Windows
Firewall. A questo proposito c’è da osservare che almeno per il momento
non è prevista la possibilità di accedere alle impostazioni di
configurazione dei firewall e degli antivirus sviluppati da terze parti
direttamente da Security Center.
In Security Center sono poi presenti dei link ai siti Web di Microsoft,
incluso Windows Update, che contengono informazioni relative alla
sicurezza. Tra queste risorse se ne trova anche una che spiega come
cambiare il modo in cui l’utente riceve gli avvisi di eventuali problemi
con antivirus, firewall, e aggiornamento automatico. L’unica scelta
possibile è quella di abilitare o di disabilitare il messaggio di
notifica per uno di quei componenti software, facendo così in modo che
Security Center continui a funzionare ma che non mandi più i warning
all’utente. La nostra opinione è che se l’utente, a suo rischio e
pericolo, desidera disabilitare questi messaggi di avviso, è preferibile
che arresti completamente il servizio Security Center: oltre a guadagnare
qualcosa in prestazioni, questo metodo eviterà i conflitti che potrebbero
verificarsi tra Security Center e altri prodotti di sicurezza installati
nel sistema.
Il limite principale di Security Center è la sua scarsa compatibilità
con i firewall e gli antivirus sviluppati da terze parti e attualmente sul
mercato: nella release candidate da noi provata si possono davvero contare
sulle dita di una mano i software per la sicurezza che sono interoperabili
con Security Center, c’è quindi da augurarsi che nel prossimo futuro le
società che realizzano questi software rilascino delle patch per
risolvere questo problema, evitando all'utente la necessità di acquistare
nuove versioni dei loro prodotti.
Per ironia della sorte, dopo decenni in cui si è andati alla continua ricerca di meccanismi e di tecnologie che permettessero di ottimizzare e di rendere più efficiente l’esecuzione del codice da parte dei processori, l’ultimo trend è ora quello di limitare la porzione di codice che può essere eseguita.
Questo compito verrà affidato alla
tecnologia NX (No Execute) già integrata nei processori Opteron e Athlon
64 di AMD e, presto, anche in quelli di Intel e Trasmeta. L'SP2 supporta
tali meccanismi hardware attraverso la tecnologia software Data Execution
Prevention (DEP), sviluppata all’interno del progetto Palladium (ora
noto come NGSCB): il suo scopo è quello di rafforzare la separazione tra
le aree di memoria riservate ai dati e quelle riservate al codice e
impedire che un programma malevolo possa inserire del codice in aree
riservate ai dati e successivamente invocarne l’esecuzione.
Una delle più comuni vulnerabilità di sicurezza è infatti rappresentata
dalla mancanza di un meccanismo di controllo che verifichi se
l’indirizzo della cella di memoria che contiene la prossima istruzione
da eseguire appartenga ad una zona che dovrebbe contenere dati o codice.
Uno degli attacchi più frequenti consiste nel far traboccare un buffer di
memoria riservato ai dati per corrompere o per sovrascrivere la zone di
memoria adiacente al buffer. A questo punto, se questo spazio era
riservato al codice del programma, può in genere essere cambiato
l’indirizzo della cella di memoria con la prossima istruzione da
eseguire, sostituendolo con uno al cui interno sono contenute le
istruzioni malevoli.
Installando l'SP2 questo tipo di vulnerabilità sarà quindi fortemente
ridotta. Questa maggiore sicurezza ha però uno scotto da pagare: buona
parte delle attuali applicazioni sviluppate per Windows non tiene conto
del fatto che esistono zone di memorie riservate ai dati e zone riservate
al codice da eseguire. Questo vuol dire che, ad esempio, programmi come i
compilatori Java, che generano il codice in tempo reale e che eseguono le
istruzioni all’interno delle aree di dati, dovranno essere riscritte per
essere compatibili con il SP2.
La DEP marca tutte le locazioni di memoria assegnate ad un processo come
non eseguibili a meno che la locazione non contenga esplicitamente del
codice eseguibile. Ogni qual volta venga richiesto l’accesso ad una
cella di memoria che contiene la prossime istruzione da eseguire, il
sistema operativo andrà a controllare lo stato del bit NX e solleverà
un'eccezione (ovvero, una "status access violation") qualora si
tenti di accedere ad una cella che è marcata come "dati":
successivamente sarà terminato il processo che ha provato ad eseguire
questa operazione.
Pur riconoscendo che questo sia un modo poco elegante per risolvere il
problema (soprattutto perché questo comportamento è molto simile ai Blue
Screen Of Death di Windows 9.x), ha osservato che è l’unico un modo
funzionale per impedire l’esecuzione di codice non autorizzato.
La funzionalità di Windows XP SP2 chiamata DEP per potere funzionare
necessita che il processore sia in grado di marcare una cella di memoria
con un attributo che indichi che il codice non può essere eseguito in una
determinate cella di memoria. Generalmente quello che avviene è che la
memoria del sistema operativo (in questo caso stiamo parlando di Windows)
è organizzata per pagine virtuali e che esiste una tabella che contiene
due colonne: nella prima è indicato il numero della pagina, nella seconda
se è stata marcata (overo se può contenere solo dati o codice
eseguibile). Vi è da osservare che anche se le implementazioni hardware
di DEP e il modo con cui viene marcata una pagina di memoria virtuale
possono cambiare da processore a processore, il fattore cruciale è che i
processori che supportano la DEP siano capaci di sollevare delle eccezioni
quando si prova ad eseguire del codice da una pagina che è marcata come
dati.
Gli sviluppatori di software avranno la possibilità di disabilitare
selettivamente l’execution production sulle applicazioni a 32 bit
utilizzando la fix denominata "DisableNX", presente nel
compatibility toolkit dell'SP2. Gli utenti avranno invece tre possibilità:
la prima è quella di disabilitare tranquillamente la DEP; la seconda è
quella di attivarla su tutte le applicazioni; la terza è quella di
attivarla su tutte le applicazioni a meno di quelle indicate espressamente
dall’utente.
Come si è detto in precedenza, i processori della famiglia Athlon 64 e
Opteron supportano in tutti i modelli la funzionalità NX. Intel ha da
poco annunciato che aggiungerà la funzionalità XD (equivalente a NX) nei
Pentium 4 della prossima generazione, noti come Prescott, che dovrebbero
uscire nel corso del terzo trimestre di quest’anno. Transmeta lo scorso
Maggio ha raggiunto un accordo con Microsoft per aggiungere il supporto NX
nei suoi chip Efficeon, che dovrebbero uscire nella seconda metà di
quest’anno. VIA Technologies ha promesso che il supporto NX sarà
inserito nel core di C5J Esther, la cui data di rilascio non è ancora
stata fissata.
Nel Service Pack 2 è stato inoltre introdotto un altro meccanismo per
proteggere la memoria chiamato sandboxing che funziona sui processori a 32
bit. Per realizzare un meccanismo che riduca le possibilità che venga
eseguito del codice su aree di memoria che dovrebbero contenere dati anche
su questa famiglia di CPU, Microsoft ha aggiunto dei controlli software,
chiamati sandboxing, ai due tipi di strutture della memoria che sono usati
dal codice nativo: stack e heap. Lo stack è usato per tenere le variabili
locali temporanee ed ha un ciclo di vita abbastanza breve: il suo spazio
nella memoria viene allocato automaticamente quando una funzione viene
invocata e viene rilasciato quando le funzione è terminata. La struttura
heap è invece utilizzata dai programmi per allocare e liberare
dinamicamente i blocchi della memoria e può avere una durata più lunga
rispetto allo stack. Per proteggere lo stack, tutti i binari di Windows
sono stati ricompilati utilizzando un'opzione che abilita il controllo
della sicurezza sul buffer dello stack. Inoltre sono state aggiunte alcune
istruzioni alle sequenze di invocazione e terminazione delle funzioni che
permettono alle librerie runtime di catturare (il termine inglese è
"catch") la maggior parte degli overrun che possono capitare nel
buffer dello stack. Nel caso della struttura heap, sono stati invece
aggiunti dei "cookies", ossia dei marcatori speciali che segnano
l’inizio e la fine del buffer allocato. Questi cookies sono invocati
dalle librerie che sono impiegate a tempo di esecuzione per controllare se
i blocchi della memorie sono allocati o sono liberi. Se i cookies non ci
sono o sono inconsistenti, le librerie a tempo di esecuzione rilevano che
si è verificato un overrun nel buffer del heap e sollevano un'eccezione
software.
Altre novità o aggiornamenti minori introdotti in Windows XP con l'SP2 sono il rilascio delle DirectX 9.0c, Windows Media Player 9.0 e la separazione degli aggiornamenti critici e delle patch scaricate da Windows Update: per non appesantire troppo la leggibilità di "Aggiungi Rimuovi Applicazioni", di default sono state nascoste.
L'SP2 integrerà anche il supporto a
Windows Update (WU) 5. La prima osservazione sulla nuova versione della
tecnologia per la gestione degli aggiornamenti è che Microsoft avrebbe
potuto rendere accessibile l’area di WU anche a browser differenti da
Internet Explorer: invece questo continua ad essere l’unico strumento
che l’utente può utilizzare per aggiornare il proprio PC.
Oltra alla nuova interfaccia grafica, una delle differenze sostanziali tra
WU4 e WU5 è che mentre nel primo gli aggiornamenti sono suddivisi in
aggiornamenti importanti, aggiornamenti opzionali e driver per le
periferiche, nella nuova versione l’utente può decidere se limitarsi a
scaricare soltanto gli aggiornamenti critici (che non sono ancora stati
installati nel suo sistema) selezionando l’opzione "Express"
oppure se controllare tutti i tipi di aggiornamenti che sono stati
rilasciati (critici, opzionali e per le periferiche).
Altra differenza è che adesso è possibile cambiare la lingua con cui
vengono visualizzate le pagine di WU. Ricordiamo che, sino all'SP1, quando
viene installata una versione inglese di Windows XP ma viene selezionata
un’altra lingua, ad esempio quella italiana, su WU vengono cercate le
patch per la versione italiana di Windows XP e non per quella inglese.
Altra novità è costituita dalla voce "Opzioni per
amministratori", nella quale si accede ad un'area in cui vengono
presentati gli strumenti che possono semplificare la vita
dell’amministratore di rete, come Microsoft Baseline Security Analizer o
Windows Update Services. Infine è stata aggiunta la possibilità di
accedere ad un'area denominata "Guida in Linea e Supporto
Tecnico" nella quale sono presenti i link ai newsgroup pubblici di
Microsoft e al TechNet in cui l’utente può cercare di risolvere i
problemi di Windows.
WU5 include anche un nuovo installer, la versione 3, capace di definire e
di gestire in modo standard le fasi di setup, installazione e
aggiornamento di un'applicazione. In particolare, adesso Windows Installer
terrà conto di componenti come i gruppi di file, le voci nel registro di
sistema e gli eventuali collegamenti di un'applicazione. Le principali
differenze rispetto alla versione precedente sono date dalla funzione di
inventario, che è ora in grado di identificare quali patch debbano essere
scaricate, e dal supporto alla tecnologia di compressione
"delta", già descritta in precedenza.
Che Microsoft abbia apportato dei cambiamenti significativi nel suo
sistema operativo con questo service pack è fuori discussione, il
problema è che questa "terapia d’urto" impatterà in modo
rilevante su chiunque usa Windows XP: dall’utente neofita a quello più
smaliziato, dallo sviluppatore all’amministratore.
Chi usa Windows soltanto per navigare o per scaricare, dovrà cominciare a
capire cosa sia un firewall e a come funzioni (con tutto quello che ne
consegue) e dovrà inoltre imparare a convivere con il Security Center.
L’utente più esperto dovrà invece riuscire a trovare un giusto
connubio tra le funzionalità per la sicurezza introdotte dall'SP2 e gli
applicativi per la sicurezza da lui utilizzati. Un'altra categoria di
utenti che dovrà studiare bene "questo sconosciuto", ovvero
l'SP2, è rappresentato da coloro che progettano e/o mantengono siti Web:
questi infatti dovranno testare la compatibilità delle loro pagine con i
cambiamenti introdotti in Internet Explorer e nella tecnologia ActiveX.
Infine c’è la categoria degli amministratori di rete, che sarà
probabilmente tra le prime a "scontrarsi" con l'SP2, soprattutto
con le nuove funzionalità del Windows Firewall.